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Tanti
sono stati gli iscritti a questa edizione della granfondo valtellinese
che anno dopo anno acquisisce sempre più consensi. Pisani e Van Den
Brande si assegnano il lungo, Longa e Leonetti il medio a Spatti e
Arsiè il corto. Ma soprattutto vince lo sport.

servizio
di
Enrico
Cavallini (Foto Elisa Solida/Play Full Nikon)
APRICA (SO)
- Bisogna ammetterlo... la Granfondo
Marco Pantani, è una finta! E' un progetto segreto di
Mevio, con il fine di spianare il Mortirolo, creando così un passaggio
diretto tra Monno e Mazzo in Valtellina.
Sono stati poco meno di 3000 gli iscritti (2940 per l'esattezza), che
si sono ritrovati ad Aprica, rinomatissima località sciistica
valtellinese, posta su un passo a 1181 mslm, che mette in comunicazione
la Valtellina con la Val Camonica, nell'ultimo week-end di giugno, a
dare una mano al progetto segreto di Mevio.
A questi è stato infatti consegnato un pacco gara
contenente un pacco di
pasta, numerosi prodotti della Noberasco, numerosi integratori della
Multipower con relativa borraccia, una crema per le labbra, una
bomboletta di WD-40 (destinata a coloro ai quali si sarebbero piantate
le gambe sul Mortirolo), uno sgrassatore, ma soprattutto i due pezzi
forti: la maglia ciclamino personalizzata da indossare
obbligatoriamente e la bellissima resistente borsa nella
quale si trovava il tutto. Bene, ia maglia in realtà
serviva per mimetizzare i ciclisti rendendoli irriconoscibili l'uno
dall'altro, mentre la borsa serviva per far trasportare ad ognuno la
sua dose di terra da portare a valle. Raspa tu che raspo io, in 3000 si
sarebbe bene spianato 'sto benedetto Mortirolo, no?
Vittorio
Mevio, "deus ex machina" di tutta l'organizzazione della
granfondo, sicuramente mi perdonerà per questoi "incipit" scherzoso, ma
quasi 3000 ciclisti che scelgono di affrontare il Passo del Mortirolo,
chi da Monno (solo per il percorso corto), chi da Mazzo in Valtellina
(tutti gli altri), in effetti potrebbero veramente spianarlo il passo.
Una manifestazione veramente sentita dal grande pubblico granfondistico
italiano, ma sempre più da quello straniero.
Ne è la prova proprio la vincitrice del percorso lungo, Edith Van Den Brande,
che è giunta dal Belgio
per scalare Gavia, Mortirolo e Santa Cristina.
Come sempre la Granfondo
Marco Pantani è una grande festa e una vera occasione per
passare un bel week-end, anche lungo per chi giunge ad Aprica già il
venerdì, in una cittadina pregna di ciclisti.
I
percorsi proposti sono appunto tre.
Dopo avere affrontato, a velocità strettamente controllata, la discesa
che porta ad Edolo, i ciclisti affrontano la risalita per la vallata
dell'Oglio. Dopo pochi chilometri il percorso corto,
trova il suo bivio a Monno, da cui inizia la scalata al Passo del
Mortirolo, sul versante più facile. Giunti in cima, non resta che
portarsi a Trivigno, con un susseguirsi di mangia-e-bevi, quindi
ridiscendere ad Aprica e giungere all'arrivo.
Il percorso
medio e lungo, invece, insieme, affrontano la lunga, ed
impegnativa, scalata al Passo
del Gavia, scollinando tra muri di neve, in uno scenario
senza uguali, che solo il Parco Nazionale dello Stelvio sa regalare. Si
scende, a grande velocità, sulla bella e tecnica discesa, a Santa
Caterina Valfurva, nel fondo valle. Da qui, la strada da percorrere per
andare ad affrontare il "mostro" è ancora lunga, ma tutta in falso
piano a scendere. Al km 100, si giunge a Mazzo in Valtellina e da qui
si affronta il terribile Passo
del Mortirolo che con le sue pendenze al 18%, è
capace di stroncare anche i più resistenti. Dalla cima del
Passo si giunge, attraverso i mangia-e-bevi, a Trivigno e da qui si
scende ad Aprica.
Se non avete mai scoperto di quanta
cattiveria possa essere armato un organizzatore, lo scoprirete qui!
Infatti, i mediofondisti,
tirano diritto e passano sotto il tanto agognato traguardo, mentre i granfondisti,
arrivano a vederlo, lambirlo, per poi aggirarlo e proseguire verso la
discesa che porterà ad affrontare l'ultima erta del Passo Santa
Cristina. Una salita lunga ed impegnativa che giunge quando nelle gambe
si hanno già 160km. Scollinato il passo, si scende nuovamente a
Trivigno, quindi ad Aprica, ma questa volta si continua sotto il
traguardo.
Lo
sviluppo della corsa è talmente semplice che si potrebbe
ridurre con "ha stravinto la Maggi". Infatto il loro gioco di squadra
ha praticamente impedito che la corsa andasse in maniera diversa da
come l'avevano pensata.
Il gruppo dei migliori, una trentina, scollina il Gavia e nessuno viene
colto dall'insana idea di fare bravate. E' Andrea Acquistapace
(Velo Sondriese) che va a seminare zizzania, operando un allungo,
mentre il gruppo "dorme". Appena il suo vantaggio sfiora il minuto e
mezzo, dalle retrovie parte uno scatenato Vincenzo Pisani (GS
Esercito Cicli Maggi), che si lancia al suo inseguimento, raggiunge il
sondriese e lo passa "a doppia". A Mazzo, il vantaggio di Pisani è di
1'40" su Acquistapace e di ben 6' dal gruppo. Infatti, a controllare
gli avversari sono i due "quasi" compagni Andrea Beconcini e Matteo Cappè
(Team Maggi FRW). Sul Mortirolo si scatena Anatoli Chaburka
(Guru Parkpre), sempre ben controllato dagli uomini della Maggi, che
riesce però a recuperare oltre tre minuti sul fuggitivo, ma che non gli
sono sufficienti per riuscire a raggiungerlo.
Vincenzo
Pisani passa solitario sotto il traguardo andando a
vincere a braccia alzate con un vantaggio di 2'28" sui quattro
inseguitori. Gli uomini Maggi, che non sono dei cannibali, lasciano di
buon grado il secondo posto a Chaburka, tenendo per loro il terzo
(Beconcini), il quarto (Cappè) ed il quinto (Devis Miorin).
Tra le donne
la vittoria va alla belga Edith
Van Den Brande (CYCLETOURS Amsterdam) che
precede di quasi mezz'ora Daniela
Passalacqua (GC Eurobike Genova). Terza piazza per Daniela Gaggini
(Veloplus Makakoteam).
Il
percorso medio viene vinto da Mattia Longa (Club
Lombardia) che precede di un minuto e mezzo Fabrizio Casartelli
(Pianeta Bici Cervelo) e Andrea
Acquistapace.
Tra le donne, vittoria di Cristina Leonetti
(Cinelli Glass'nGo) che giunge all'arrivo con dieci minuti di vantaggio
su Raffella Carloni
(Deka Faentina) e Francesca
Martinelli (Pezzini Bike).
E' Giovanni Spatti
(Cicli Bettoni) a vincere il percorso
corto, ai danni di Enzo
Gnani (Free Bike Erbusco) e di Enrico Biganzoli
(Carimate Kuota), mentre in campo femminile
la migliore è Martina
Arsiè (Velomania) che precede Benedetta Gobbi Frattini
(GS Iseo) e Elisa
Marchetti (ISDC Team Pezzetti).
La festa si è conclusa con il ricco
pasta party, che ha servito ai ciclisti un'ottima pasta, pane,
crostatina e un frutto. Acqua da bere.
Un grosso complimento a Vittorio Mevio che
ha saputo anche quest'anno onorare al meglio la memoria del Pirata. Operazione
che non gli sarà possibile il prossimo anno, in quanto i
genitori di Pantani, hanno scelto di dare il nome del figlio ad altre
manifestazioni.
Sarà quindi l'occasione per potere partecipare, invece, alla prima edizione della Granfondo
Giordana. Che sarà sicuramente un grande successo.
(1 luglio
2010)

La distribuzione dei pacchi gara |

Il momento del briefing con i fondisti |

Ore 5.23.... il deserto |

Ore 6.45 .... il tutto esaurito! |

Le moto ad assicurare la velocità in discesa |

Partita la 6a edizione della GF Marco Pantani |

Pronti,via! Iniziano gli scatti |

Il Gavia ancora avvolto dalla neve |

Nessuna anti-ecologica bottiglietta ai ristori |

L'arrivo di Mattia Longa |

Il podio della mediofondo |

L'arrivo di Vincenzo Pisani |

Il podio della granfondo |

Il podio femminile della granfondo |
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photogallery completa
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