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14° Giro di Sardegna: un'esperienza indimenticabile

del 01/05/2010 di Enrico Cavallini

Tra il serio e la vacanza è terminata, con un grande successo, la 14a edizione del Giro di Sardegna. Sette tappe, di cui due granfondo e due prove contro il tempo, con Giove Pluvio che si ricorda dei corridori, ma solo nel fine settimana. Maglia da leader a Schartmuller e Krieger per il MedioGiro, Nisi e Mascheroni M. per il GranGiro.
 
PORTO CERVO (OT) - Da buon reporter, in teoria, dovrei dare solo la testimonianza dei fatti tralasciando ogni commento, ma devo ammettere che parlare del Giro di Sardegna senza dare la mia impressione personale su ciò che ho vissuto sarebbe uno sforzo veramente enorme. Riguardandone le foto, la tentazione di scriverne pagine e pagine è veramente forte, ma capendo le necessità del lettore, farò del mio meglio per limitarne la prosa. Ma andiamo per gradi. Vedremo tappa per tappa come si è svolta questa settimana del Giro tra i 500 partecipanti, alcuni dei quali (la maggior parte) l'hanno vissuta come una bellissima esperienza ciclistica, ma anche un momento da dedicare al relax, lontani dallo stress della vita quotidiana, mentre altri (pochi) invece non sono riusciti a tenerlo lontano (lo stress), prendendo la corsa un pò troppo sul serio, perdendosi così, purtroppo per loro, ciò che di più bello la Sardegna poteva offrire. Comunque sia, alla fine dei conti, il risultato è stato un grande successo per i partecipanti e per tutto lo staff organizzativo. Un elogio a parte va fatto allo staff della Coppa Piemonte che ha permesso l'esistenza di alcuni servizi, altrimenti impossibili da fornire, primo tra tutti il pasta party finale in tutte le tappe.

18-04-2010: 1a TAPPA - GRANFONDO DELLA COSTA SMERALDA
La griglia di partenza sul porticciolo di Porto Cervo 
PORTO CERVO - Un esordio del Giro di Sardegna veramente favoloso, grazie anche al fatto che, essendo la seconda prova di Coppa Piemonte, un discreto numero di abbonati (circa 300), si sono trasferiti in Sardegna. Alcuni di questi (una trentina), hanno addirittura scelto di partecipare a tutto il Giro.

E' stata veramente una giornata da ricordare. Partire e arrivare la porticciolo vecchio di Porto Cervo, a pochi metri dalla famosa piazzetta e con gli yacht attraccati poco distante, è stata un'esperienza veramente unica.

Chi pensava di venire in Sardegna e trovare solo sassi e pecore, ha invece dovuto ricredersi... e parecchio. I due percorsi proposti sono stati veramente mozzafiato, così come Tonino Scarpitti, il "deus ex machina" (mai locuzione è stata più appropiata) di tutto il Giro, aveva promesso.
Due tracciati disegnati tra il meraviglioso mare della Costa Smeralda e le rocce carsiche della Gallura che, in alcuni casi, hanno offerto paesaggi dolomitici.

Porto Cervo, quindi Baia Sardinia, Canniggione, Palau, per costeggiare il mare che, bada ben, è veramente smeraldo, per inoltrarsi nel cuore della Gallura. A Bassacutena c'era la divisione dei percorsi. Il MedioGiro, svoltava a sinistra e, in una quindicina di chilometri, giungeva ad Arzachena, reinnestandosi sul percorso del GranGiro. I "grangirini", intanto proseguivano verso Tempio Pausania. Giunti a Locusantu è iniziata la prima lunga salita, alla quale ha fatto seguito la più impegnativa salita di Luras. Scesi di buona carriera, per ci si è diretti a S.Antonio di Gallura e si è proseguito verso la periferia di Arzachena dove il percorso si è riunito con il MedioGiro, andando, tutti insieme, ad affrontare l'ultima rampa di San Pantaleo, quindi il traguardo a Porto Cervo.

Una corsa molto veloce sia sul MedioGiro sia sul GranGiro (ricordiamo che le partenze di tutto il Giro sono sempre state separate da un lasso di tempo compreso tra i 15 e i 20 minuti).
La mediofondo, è stata vinta per distacco dal torinese Silvio Schiari, mentre al secondo posto si è piazzato Davide Gallo in leggero vantaggio sullo svizzero Timo Krieger. Tra le donne la vittoria è andata alla meranese Astrid Schartmuller che ha preceduto Patrizia Romanello e Roberta Pilotto.
Sul percordo della granfondo sono le due salite di Luogosanto e di Luras a dare vita al gruppetto dei fuggitivi composto da ben sette elementi i quali, di comune accordo, procedono fino ai piedi di San Pantaleo. Qui i due compagni Antonio Borrelli e Artur Krol, lanciano l'azione che li porterà, solitari, sotto lo striscione del traguardo. Vittoria per Borrelli e secondo posto per Krol. Al terzo posto  si piazza Michele Mascheroni che batte in volata lo svizzero Wim Van Moer. Tra le donne, la vittoria va a Barbara Lancioni che regola in volata Sabrina Emmasi e Maria Cristina Nisi.

Al termine delle fatiche è stato il luculliano pasta party a rifocillare anime e corpi dei ciclisti pronti a prendersi la rivincita il giorno dopo.


La Costa Smeralda

Un panorama Gallurese

L'arrivo di Borrelli

Il podio maschile della granfondo

Il podio femminile della mediofondo

Il pranzo finale
Vedi la fotogallery completa.

19-04-2010: 2a TAPPA - LA COSTA DEL NORD
Il gruppo esce da Santa Teresa di Gallura
SANTA TERESA DI GALLURA - Un Giro di Sardegna itinerante, quello di questa edizione. Un mezzo esperimento. Qualcuno aveva consigliato una formula con sede alberghiera fissa e tappe sparse su un territorio più vasto ed era giusto provare.

I 500 ciclisti hanno quindi creato una lunga carovana e si sono mossi verso Santa Teresa di Gallura, all'estremo nord-est della Sardegna.
Una piccola cittadina di mare che è stata letteralmente invasa dal popolo colorato dei ciclopedalatori.

Tenuta ben presente la fatica del giorno precedente, Scarpitti ha scelto di inserire questa tappa non eccessivamente impegnativa, ma sicuramente non noiosa. Un viaggio all'interno della Gallura, su un tratto già percorso durante la granfondo, ma soprattutto lungo le coste del mare di Sardegna.

Partiti da Santa Teresa di Gallura ci si dirige fin da subito con buon passo verso Palau. Nonostante il giorno precedente, gli uomini di classifica hanno ancora parecchia birra in corpo e i tentatiivi di fuga non si contano più. La mancanza di salite importanti, però, non permette la selezione del gruppo. Giunti a Bassacutena, la strada comincia a salire per dirigersi, con la lunga salita già percorsa il giorno prima, verso Luogosanto. Qui è posto il bivio. I Mediogirini svoltano verso Aglientu, che raggiungeranno in pochi chilometri, mentri i Grangirini proseguono verso Tempo Pausania, svoltando però in direzione Aglientu dove si ricongiungeranno con i Mediogirini. Una splendida discesa sul mare, porta ad affrontare gli ultimi chilometri di litoranea dove il panorama distrae il ciclista più passionale dalla foga agonistica.

Quasi impossibile fare la selezione su un percorso di questo tipo, tant'è che entrambe le corse terminano con la volata di gruppo. Sul MedioGiro la vittoria va a Giacomo Sansoni che si rivela essere il più veloce del gruppo. Lo seguono a ruota Massimo Tola e Matteo Cipriani. Tra le donne vittoria indiscussa di Astrid Schartmuller che infligge ben cinque minuti e mezzo a Patrizia Romanello, la quale se la deve invece vedere in volata con Arianna Frasinetti (3a), Raffella Carloni (4a), Roberta Tomasella (5a) e Loredana Taddei (6a). Mica "bau bau micio micio".
Anche il GranGiro termina con la volata di gruppo con la potente vittoria di Michele Mascheroni ai danni di Andrea Zamboni e Federico Aicardi. Tra le donne, domina ancora Barbara Lancioni che giunge all'arrivo con il gruppo dei primi. A tre minuti e mezzo giungono ben tre donne che devono risolvere la corsa nella volata finale, ben regolata dalla ex-pro luganese Sabrina Emmasi (2a), che lascia dietro di sè Maria Cristina Nisi (3a) e Valentina Ribechini (4a).

Al termine della corsa, pasta party per tutti, con una piccola nota di colore. L'addetto comunale avendo terminato il suo turno, ha tolto la corrente lasciando gli addetti al ristoro finale senza le affettatrici. I poveri tapini hanno dovuto tagliare i salumi e i formaggi per i panini a mano.


La griglia occupa tutta la via centrale

Un ristoro sul percorso

La litoranea

Ancora mare color ... smeraldo

L'arrivo di Mascheroni

Il ristoro finale

I leader del MedioGiro

I leader del GranGiro

La maglia nera del Giro
Vedi la fotogallery completa.

20-04-2010: 3a TAPPA - LA GALLURA
I ciclisti "ingrigliati", o meglio "assiepati", a Romazzino
ROMAZZINO - Piccola variazione di percorso in questa terza tappa. L'arrivo viene spostato a Canniggione.

Una delle più belle caratteristiche del Giro di Sardegna è proprio l'imprevedibilità... di tutto! Ma questa, che potrebbe apparire una sua debolezza, ne è invece la sua forza.
Le variazioni di percorso, piuttosto che luoghi e ore delle premiazioni, ecc., non sono mai buttate lì a caso e tanto meno sono l'effetto di dimenticanze o di mala organizzazione, anzi, l'esatto contrario.

Ogni giorno viene effettuata la ricognizione del percorso della tappa precedente e, se il percorso presenta anche la più minima mancanza di sicurezza, questo viene modificato all'ultimo momento per evitare che qualcuno possa farsi del male. Un'operazione che nel "continente" sarebbe quasi impossibile, ma che in Sardegna (ma soprattutto nelle mani di Scarpitti), si riesce a fare.
I più affezionati al Giro ormai ne sono abituati e non ci fanno caso, mentre i più esagitati gridano allo scandalo, per poi, alla fine del Giro, rendersi conto che l'organizzazione, nella sua "stramba" semplicità, ha invece funzionato alla meraviglia.

L'arrivo a Canniggione ha sicuramente aumentato la vena turistica della tappa. Infatti, l'arrivo era posto praticamente a ridosso della spiaggia, mentre un ricco pasta party è stato allestito sulla piazzetta del porto con la splendida vista sul Golfo di Arzachena. La bella giornata di sole e la temperatura primaverile non potevano che rendere la giornata estremamente piacevole.

Anche in questo caso non si sono viste le salite dolomitiche, ma in Sardegna nessuna tappa è da prendere sotto gamba. La "pianura sarda", con i suoi continui sali-scendi, e il forte vento costante che, non si sa come, soffia sempre in senso contrario nonostante si inverta la marcia, non danno certo un momento di tregua, facendo persino apparire la salita un'ottima occasione per riposare.

Partiti da Romazzino, si affronta subito il primo strappo di Abbiadori, per dirigersi verso la tangenziale di Arzachena. Qui i Mediogirini, svoltano verso Bassacutena, dove si reinnesteranno sul percorso comune. I Grangirini, proseguono invece verso Palau, da dove andranno ad affrontare la lunga salita che porta prima a Bassacutena, quindi a Luogosanto (paesino che non ha mai visto così tante volte i ciclisti in tutta la sua storia, come in questi tre giorni). Da qui brevi strappi intervallati a veloci tratti di pianura, portano nuovamente alla circonvallazione di Arzachena dove, invece di rientrare verso Porto Cervo come mostra la cartina, si svolta verso Canniggione, dove è posto il nuovo traguardo.

Anche in questo caso, la selezione non c'è stata. Il gruppo dei migliori è riuscito a rimanere abbastanza compatto, cercando la vittoria nella volata finale. E' però nel MedioGiro che negli ultimi 5km si infuocano gli animi. Evade in solitaria Cristian Perotti, ripreso all'ultimo chilometro da Carlo Perin. I due si presentano quindi ai 200m pronti per la volata che viene regolata da Perotti ai danni di Perin. Volata anche per il terzo posto a favore di Simone Tola.
Anche la corsa femminile termina con la volata, dove Astrid Schartmuller brucia sulla linea Patrizia Romanello (2a) e Raffaella Carloni (3a).
Il GranGiro vede la sua conclusione con la volata del folto gruppo, vinta di potenza da Andrea Mascheroni che lascia alle sue spalle Mario Foschetti e Cristian Luisotto. Lotta agguerrita anche tra le donne che si presentano al traguardo ben in sette. Questo il podio: Sabrina Emmasi, Valentina Ribechini e Cappiello Olga.

Un bel piatto di pasta al ragù, un panino con affettati e pecorino, il tutto bagnato da vino e acqua, consumati ammirando il Golfo di Arzachena, hanno terminato la festosa giornata.

Come tutte le sere, alle ore 18.00, briefing in hotel per le premiazioni di giornata, per le assegnazioni delle maglie e qualche parola sulla tappa del giorno dopo.
 


Gli incantevoli scenari della Gallura

Perotti vince il Mediogiro

Mascheroni invece vince il Grangiro

L'immagine parla da sè

Questa è vita!

I ledaer del Giro
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21-04-2010: 4a TAPPA - IL MONTE LIMBARA
Si esce a velocità controllata dalla città
TEMPIO PAUSANIA - Finalmente si va in montagna. Quella vera. Ora si dà spazio agli scalatori che hanno tanto patito in questi giorni, imbrigliati nelle volate.

La tappa è breve; sono solo 62km su un percorso unico sia per il MedioGiro sia per il GranGiro.
Anzi, i chilometri sono 59. Anche oggi il percorso subisce una variazione. Dal rilevamento del giorno precedente, gli ultimi tre chilometri del Limbara presentano un fondo altamente sconnesso e pericoloso, per cui si sceglie di terminare la prova a Vallicciola, tre chilometri prima della vetta, appunto, riducendo la salita, quella vera, a "soli" sei chilometri con pendenze a due cifre.

Si affronta subito la discesa verso Luras e il Lago di Liscia. Dopo una ventina di chilometri si svolta e si inverte il senso di marcia. Si inizia a salire. Solo un piccolo assaggio. Due chilometri con punte al 10% che portano alla Cantoniera Catala. Da qui ci si addentra in una foresta di sughero, per raggiungere l'abitato di Calangianus e proseguire a ritroso verso Tempio Pausania. Dove erano disposte le griglie, ora c'è il ristoro e subito dopo inizia la scalata al Monte Limbara.
Un breve tratto di sali-scendi ed inizia la scalata al monte. A questo punto ognuno deve dare il meglio di sè, tenendo anche conto che i distacchi accumulati andranno ad infierire sulla classifica finale.
A Vallicciola è posto il tappeto di ChampionChip ed il frugale primo ristoro.

Il MedioGiro se lo aggiudica Giacomo Sansoni con un vantaggio di 27 secondi sugli inseguitori che devono vedersela in volata (anche oggi, che diamine!). Seconda posizione per Silvio Schiari e terza per Davide Gallo.
Tra le donne, la vittoria va in volata a Raffella Carloni su Astrid Schartmuller. Terza piazza per Patrizia Romanello.
Lotta tra Titani sul GranGiro. Sulla salita della Cantoniera evadono Daniele Nardello e William Dazzani. I due procedono indisturbati fino al Limbara. Qui, dal gruppo degli inseguitori, si scatenano gli scalatori che si lanciano all'inseguimento dei fuggitivi. Nardello procede la propria cavalcata senza essere raggiunto. Alle sue spalle giunge Max Lelli e a seguire lo svizzero Wim Van Moer.
La corsa femminile è totalmente dominata da Barbara Lancioni che infligge ben cinque minuti di distacco alla minuta Maria Cristina Nisi. Terza piazza per Sabrina Emmasi.

Ridiscesi in tutta tranquillità a Tempio Pausania, il pasta party ha rifocillato i ciclisti che si sono così ripresi dalla fatica.

Piccola nota di colore: è stato veramente piacevole vedere le scolaresche assiepate ai lati della strada per vedere passare la corsa. Un quadretto che non si vedeva dai tempi dei Giri d'Italia di Coppi e Bartali.



Una delle tante scolaresche presenti

Non si lesina sui panorami

L'arrivo di Sansoni

Vista panoramica dal Limbara

L'arrivo di Max Lelli

I nuovi ledaer del Giro
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22-04-2010: 5a TAPPA - CRONOSQUADRE
Il ponte di collegamento tra Caprera e La Maddalena
LA MADDALENA - In ogni giro che si rispetti non possono mancare le prove a cronometro, sia a squadre sia individuali.
Quindi, anche il Giro di Sardegna, ha la sua bella cronosquadre.

Questa tappa, al Giro di Sardegna, ha però avuto più di una ragione di esistere: grazie alla sua breve durata, è stato di fatto una giornata di semi riposo, ma soprattutto ha permesso ai "girini" di visitare uno degli arcipelaghi più belli d'Italia.
Sono state infatti le isole della Maddalena e Caprera lo sfondo di questa cronometro.

D'ultimo va anche asserito che la composizione delle squadre è sempre un grande momento di aggregazione. Sono pochi i team che riescono ad essere così numerosi da comporre autonomamente una squadra (che ricordiamo essere di sei ciclisti quelle maschili e di quattro quelle femminili), obbligando così i partecipanti a dovere stringere rapporti con tutti gli altri al fine di costituire le squadre. Normalmente si esce da una cronosquadre con un corposo bagaglio di nuovi amici.

Anche il trasferimento ha avuto il suo fascino. Tutti in macchina o in bici (i più coraggiosi) a Palau, da dove ci si è imbarcati sul traghetto che ha trasferito i corridori sull'isola della Maddalena. Da qui si è raggiunto la località di partenza posta a Caprera, a 300m dalla casa-museo di Garibaldi.

Ma vediamo questo semplice, ma suggestivo tracciato. Partiti quindi da Caprera, ci si è subito diretti verso il ponte che unisce le due isole. Giunti sull'isola della Maddalena si è praticamente percorso il periplo dell'isola stessa in senso antiorario, per giungere all'arrivo posto a pochi chilometri dal porto. Il percorso unico, non ha distinto il MedioGiro dal GranGiro, anche in vista della composizione mista delle squadre.

La squadra più veloce è stato il terzetto Van Moer, Nardello, Zoetemelk che ha impiegato soli 27 minuti e 7 secondi per coprire i 20km del percorso.
La squadra femminile più veloce è stata quella composta da Lancioni, Emmasi, Cappiello che ha impiegato solo 3 minuti e 27 secondi in più dei colleghi maschi.

Al termine della prova alcuni hanno preso il traghetto e sono tornati a Palau,altri hanno sfruttato dell'occasione per visitare l'isola e, perchè no, abbandonarsi ad un bel piatto di pesce.


Uno dei team ben organizzati

Uno dei team misti

Che spettacolo!

L'arrivo alla Maddalena

Un panorama che è valso la fatica

Ed ecco i leader di giornata del Giro
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23-04-2010: 6a TAPPA - GRANFONDO SARDEGNA
I tipici murales di Orgosolo
NUORO - Per la legge dei grandi numeri, per il fatto di essere in primavera e dato l'andazzo del meteo negli ultimi periodi, era impensabile che il sole potesse essere di compagnia al Giro per tutta la settimana.

Tant'è che venerdì, nella tappa più impegnativa, il freddo, la nebbia e la pioggia hanno tenuto compagnia ai ciclisti coraggiosi che hanno avuto il coraggio di partecipare.

Sono stati infatti solo 282 gli arditi che sono riusciti a finire questa interminabile tappa.

Anche in questa occasione, si è resa necessaria una modifica del percorso. Infatti le nubi basse impedivano la visibilità in alta quota, per cui non è stato possibile affrontare il percorso che portava a Mamoiada e a Ollai, Cima Coppi della tappa con i suoi 970 mslm.
Il buon Tonino, ha quindi dovuto inventarsi una delle sue soluzioni "scarpittiane", mantenendo i chilometraggi simili a quelli dichiarati, ma risolvendo il percorso in un circuito ben più sicuro.

Partiti da Nuoro a 650 mslm, in mezzo ad una fitta nebbia e con una leggera pioggia, si è discesi per 10km fino ad Oliena. Qui si è entrati in un circuito di 35km che percorreva la salita di Oliena, appunto, con relativa discesa e la scalata ad Orgosolo, per poi ridiscendere nuovamente a Oliena.
Il circuito è stato affrontato due volte dal MedioGiro e tre volte dal GranGiro, per terminare la corsa con i 10km di risalita a Nuoro.

Le due salite, lunghe e non banali, hanno operato la selezione dei gruppi delle due corse ad ogni giro, portando ai piedi dell'ultima salita degli sparuti gruppetti. La scalata a Nuoro ha fatto il resto.
Sul MedioGiro, la vittoria è andata allo svizzero Timo Krieger che ha inflitto un distacco di 2'35" su Giacomo Sansoni e di 3'20" su Davide Gallo. Tra le donne il dominio assoluto è stato della meranese Astrid Schartmuller che ha vinto con quasi sei minuti di vantaggio su Raffaella Carloni e quasi sette su Roberta Tomasella.
Il GranGiro ha visto un Massimiliano Lelli in grande spolvero, riuscendo a staccare negli ultimi metri Leandro Fioroni, suo compagno di fuga sulla salita. Sul terzo gradino del podio sale Marco De Polo.
Tra le donne, cambio ai vertici. Dopo l'abbandono del giro di Barbara Lancioni, rientrata sul continente per partecipare ad un'altra corsa, lo scettro di Regina è passata alla grossetana Maria Cristrina Nisi che su un percorso come questo ci è andata veramente a nozze. La piccola scalatrice ha vinto con ben 15' di vantaggio sulla scortatissima Sabrina Emmasi e su Olga Cappiello.

Alla fine di questa epica corsa, ad attendere i ciclisti c'era un super pasta party con tanto di "porceddu" sardo, ravioli sardi con ripieno di ricotta, formaggio grana, pane, un frutto, acqua e vino.


La partenza sotto la pioggia

Orgosolo

Paesaggio

Altro paesaggio

Si risale a Nuoro

L'arrivo di Lelli in mezzo alla nebbia

L'arrivo della Nisi

Il pranzo luculliano

Ecco i nuovi leader
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24-04-2010: 7a TAPPA - CRONOMETRO INDIVIDUALE
Lo scivolo della partenza a Baia Sardinia
CAPRICCIOLI/BAIA SARDINIA - Eccoci arrivati all'ultima tappa: la cronometro individuale.
Ormai, giunti a questo punto, i giochi sono fatti, ma se andiamo a vedere le classifiche di categoria, scopriamo che tra alcuni detentori della maglia e i diretti inseguitori li separano veramente pochissimi secondi.
Una tappa fondamentale per loro questa.
Mentre non lo è per i tutti coloro che ormai i distacchi li contano a minuti.
Però fatto trenta si fa anche trentuno.

Qual'è il trucco per organizzare una cronometro con 300 persone sul percorso e non finire a notte fonda? Si usa tutta la strada, ovvero entrambe le corsie.
Il MedioGiro con partenza da Baia Sardinia e arrivo a Capriccioli (fraz. di Porto Cervo) e il GranGiro con partenza da Capriccioli e arrivo a Baia Sardinia. Et voilà

In questi anni ho sentito alcuni ciclisti (molto pochi) non apprezzare le soluzioni di Scarpitti, ma personalmente ritengo che Tonino sia un genio! Forse proprio perchè le sue idee nascono dalla semplicità e, senza tanti arzigogoli, arriva ad ottenere gli stessi risultati degli altri, magari con soluzioni "naif", ma pur sempre efficaci. Un grande!

Peccato che anche questa sia una giornata di brutto tempo e di pioggia con rovesci sparsi. Il palco della partenza posto a Baia Sardinia non rende lo spettacolo che meriterebbe. Peccato.

Ma alla fine della giornata, tutto è filato liscio. I "girini" sono stanchi, ma tutti soddisfatti della loro prestazione.


Il primo strappo per il GranGiro

Ed il secondo del MedioGiro

Questo è "andare a tutta"!
Vedi la fotogallery completa.


CONCLUDENDO
Tutte le cose hanno un inizio e hanno una fine.

Chissà poi perchè per quelle piacevoli la fine arriva sempre troppo presto.
E così si è arrivati al termine anche di questo Giro di Sardegna.

Eccoli i vincitori di questo Giro.
Sul MedioGiro, Astrid Schartmuller e Timo Krieger, sul GranGiro, Maria Cristina Nisi e Michele Mascheroni.

Ma se andiamo a fare i conti, sono stati veramente tutti i vincitori. Pedalare in continuazione, senza mai una pausa per sette giorni consecutivi, è un lavoro duro! Ma alla fine quasi tutti ce l'hanno fatta.

Ma lasciatemi dire che il vero vincitore, assoluto ed indiscusso è un certo Stephan Klasem, tedesco di Essen, cittadina situata nel cuore del bacino della Ruhr, che si è presentato al Giro di Sardegna per prendere parte al Giro Eroico, con una bicicletta Opel del 1930 con tanto di freno posteriore a contropedale, un solo pignone, due moltipliche senza cambio (si doveva fermare per cambiare), borracce in alluminio con tappo di sughero e abbigliamento in pieno stile "vintage". Ed è andato a spasso, anche nei momenti di relax, in pieno stile retrò per tutta la settimana.
Ebbene, Stephan, ha preso parte, e con tempi degni di tutto rispetto, a tutte le tappe del Giro, così come i suoi compagni d'avventura iper tecnologici.

Non per niente, alle premiazioni finali, il folto pubblico presente, si è lasciato andare in un'ovazione di alcuni minuti tutta dedicata a lui e pienamente meritata.

Ma ha vinto anche Tonino Scarpitti e tutto il suo staff, che anche quest'anno, tra mille peripezie (compresa la caduta che lo ha infortunato in modo serio) e altrettante difficoltà, ha saputo mettere in piedi un "circo" di questa portata! E non è da tutti! 

Ora, non ci resta che aspettare con ansia il 15° Giro di Sardegna!
E se qualcuno in bicicletta, finirà, con la testa tra le nuvole, in qualche prato, gli amici non potranno che dire "Eh, è appena tornato!"

(30 aprile 2010)

Enrico Cavallini
Addetto Stampa Coppa Piemonte 2010
Play Full - Agenzia di Comunicazione
t. 347 2392189
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